Inter: da Fernando a Vrsaljko, idee di mercato

Voli transoceanici, allenamenti mirati e pensieri a quel che sarà. La pausa, obbligata, per completare il quadro delle pretendenti al trono verdeoro, lascia tempo e spazio per pensare a quanto fatto finora. Sette giornate, un piccolo scorcio di stagione, i primi responsi. L'inizio in casa Inter è stato ottimo, aldilà della recente battuta d'arresto interna con la Roma. Il cantiere è però in continua evoluzione. Si lavora per superare limiti intrinseci alla squadra. Il buon avvio, l'ottimo stampo impresso da Mazzarri ai suoi, non ha fatto dimenticare l'incompletezza di un organico, arricchito, ma non compiuto. La prima richiesta del tecnico di San Vincenzo riguardava un esterno, anche due, per cementare le corsie, fondamentali nel suo 3-5-2. Tanti i nomi vagliati, da Isla, il più gettonato, a Zuniga, passando per Van der Wiel. Trattative arenatesi nel mondo intricato del calciomercato. L'esplosione di Jonathan ha coperto lacune evidenti, ma, al primo intoppo fisico del brasiliano, la coperta si è rivelata troppo corta, vista anche l'inaffidabilità di Pereira, sempre più lontano dalla Pinetina. Il nome nuovo, che poi così nuovo non è, è quello di Sime Vrsaljko. Acquistato dal Genoa in estate, per circa 4 milioni, ha impressionato nel non positivo inizio di stagione rossoblù. Proprio all'esordio con l'Inter ha tenuto il campo con personalità. Giovanissimo, classe '92, già nazionale dal 2011, è il prototipo adatto per il progetto nerazzurro. Un colpo alla Kovacic.

Attenzione anche in mediana. Occhi puntati su Fernando. In scadenza col Porto nel 2014, difficilmente accetterà la proposta di rinnovo. Due le ipotesi. L'Inter può bloccare il calciatore già da ora, acquisendolo a parametro zero il prossimo luglio, o portarlo a Milano da gennaio versando nelle casse del presidente Pinto da Costa un conguaglio. Il calciatore piace. Fisico prepotente, il Polpo, com'è soprannominato, è un infaticabile recuperatore di palloni. Una diga in grado di supplire all'eterno Cambiasso. La concorrenza è forte e nota. Anche la Juve tiene sotto osservazione il brasiliano. L'alternativa è costosa e intrigante. Radja Nainggolan è pallino da tempo della dirigenza nerazzurra. Moratti ha elogiato il belga, dopo il pari di Trieste. Quantità, qualità, leadership. Il costo del cartellino è però elevato e Cellino è uomo con cui è difficile giungere a compromessi in fatto di mercato. In poche parole servono i soldi di Thohir. In uscita Kuzmanovic, che non rientra nei piani di Mazzarri.

Idea degli ultimi giorni è quella invece di aggiungere un tassello alla retroguardia nerazzurra. Le condizioni di Chivu restano incerte. Il rientro lontano. Samuel, fondamentale per carisma e esperienza, non ha ancora rimesso piede in campo dopo il brutto infortunio. Andreolli resta corpo estraneo. L'assenza di Campagnaro si è rivelata un boomerang devastante per le certezze di casa Inter. Mazzarri alla luce di tutto ciò ha pensato a un suo pupillo, ormai non più nel fiore della carriera, ma di sicuro affidamento. Paolo Cannavaro, capitano e colonna del Napoli targato Walter, siede in panchina nell'era Benitez. Lo spagnolo preferisce Albiol e Britos e il passaggio alla difesa a quattro non ha di certo favorito il ragazzo di Napoli. L'Inter vorrebbe piazzare un colpo low cost, ma difficilmente De Laurentiis sceglierà di rinforzare una diretta concorrente. A cozzare con il trasferimento anche l'amore da sempre manifestato per città e tifosi dal giocatore. Operazione difficile.