
É tornato a parlare Moratti. E ancora una volta ha lasciato il segno. Spaventando Thohir e gli investitori indonesiani. Dalle certezze dei giorni scorsi ai dubbi di oggi. L'Inter lavora per l'ingresso di nuovi soci in società, ma la questione è lungi dall'essere risolta. Il Presidente ha smentito le cifre circolate sui giornali in questi giorni “Ho letto numeri pazzeschi, non veri.”, lasciando aperte le porte a soluzioni inaspettate “Ci sono dei ritorni di fiamma.”.
Ritorni di fiamma, probabilmente di stampo orientale. Per la precisione cinese. Ricordiamo che la società nerazzurra aveva già raggiunto un accordo con tanto di firme per la cessione del 15% del pacchetto azionario, con la partecipazione della China Railway Construction Corporation (CRCC) alla costruzione del nuovo stadio. Accordo annunciato lo scorso agosto e poi via via sfumato tra lungaggini burocratiche, permessi mai arrivati e ingressi asiatici nel Cda interista mai avvenuti. Ora forse un rilancio. Una partita a scacchi. Il ricco Thohir, che già cinguetta da italiano, contro i cinesi di rilancio e chissà che altre offerte non arrivino. Dopo l'ingresso della russa Rosneft nella Saras. Quel che appare chiaro è che Moratti appare restio a privarsi del tanto famigerato 51%. Prima tifoso, poi presidente, ne fa soprattutto una questione di cuore. Come ha ribadito nei giorni scorsi “si decide per il bene dell'Inter.” Un progetto sicuro potrebbe farlo vacillare, ma un grande magnate, uno sceicco, è garanzia di successo? Questo tormenta Moratti, questo si chiede il primo sostenitore nerazzurro.
Intanto buone notizie arrivano sul fronte Scommessopoli. La procura ha archiviato la posizione di Andrea Ranocchia. Il centrale rischiava una squalifica fino a 6 mesi per il reato di omessa denuncia. É stata quindi accolta la tesi della difesa, che ha evidenziato come all'epoca dei fatti, il ragazzo in forza al Bari, fosse tra i più giovani del gruppo e quindi non contattato per accordi o combine.


