Nba, Carmelo Anthony dopo il diverbio con un tifoso: "Mi dispiace, c'è grande frustrazione"

Che Carmelo Anthony stesse attraversando un periodo di nervosisimo e frustrazione lo si era notato già nella gara interna persa dai suoi New York Knicks contro i Miami Heat di Amar'e Stoudemire, con cui aveva avuto un alterco sotto canestro. La situazione è se possibile degenerata nell'ultima sconfitta degli uomini di Rambis al Madison Square Garden, nella partita contro i Portland Trail Blazers. A risultato già acquisito (comoda vittoria per Lillard e compagni), Anthony ha dovuto subire in panchina gli strali di un tifoso, evidentemente insoddisfatto del rendimento della sua squadra, rispondendogli in maniera piccata. "Rivolgiti a James Dolan" (il proprietario dei Knicks), la replica del numero sette di New York, immediatamente annotata dai reporter presenti a bordo campo.

Il giorno dopo Carmelo è tornato sulla vicenda, con un comunicato con tutta probabilità impostogli dalla sua stessa franchigia, nel quale il 31enne prodotto da Syracuse ha dichiarato che "siamo tutti molto frustrati dai recenti risultati della squadra. Ieri sera questa stessa frustrazione ha portato me e un tifoso a dare il peggio di noi stessi. Mi spiace, non avrei dovuto rispondere in quel modo". L'intervento successivo di Anthony si è reso necessario perchè Dolan, cui Melo si era riferito nel suo battibecco con il tifoso del Garden, era seduto a pochi metri di distanza dalla panchina dei Knicks, e dato poi come furioso per l'accaduto. "Tutta questa situazione è molto difficile da sopportare - aveva detto Carmelo nel postpartita - ogni sconfitta è una delusione. Finire le gare in questo modo è una delusione. In quei momenti vorrei solo avere la mia testa dentro un'asciugamani. Stavo cercando di respirare profondamente, di rilassarmi e ricompormi dopo una brutta prestazione come quella contro i Blazers. Questa stagione è ancora più difficile per noi. Almeno l'anno scorso eravamo al punto in cui dovevamo ripartire da capo, azzerare tutto. Quest'anno invece siamo partiti bene e ora siamo delusi perchè veniamo da un lungo periodo in cui stiamo giocando male". Anthony deve inoltre sopportare l'onere di essere il giocatore più rappresentativo della squadra, quello con maggiori pressioni e responsabilità sulle spalle.

Ne è consapevole anche il compagno di squadra Robin Lopez: "Melo si trova in una situazione che nessuno di noi può realmente comprendere - le parole del centro dei Knicks - ci sono momenti della gara in cui noi stessi gli mettiamo pressione addosso perchè abbiamo bisogno che lui faccia qualcosa per risollevarci. E' sempre sotto la luce dei riflettori, il principale giocatore del roster e il più osservato dai media, quindi bisogna capire che si trova in una situazione molto diversa da quella degli altri giocatori della squadra, ma gli siamo vicini". Gli fa eco il rookie Kristaps Porzingis: "Fa male vedere il nostro leader così, lui sta facendo di tutto per noi, segna, cattura rimbalzi, gioca alla grande. Vorremmo tutti salire di livello per aiutarlo a vincere le partite". Il timore, rivelato dallo stesso Carmelo, è che il gruppo si abitui a non competere per vincere: "Non dobbiamo perdere anche il nostro spirito competitivo, chi non ha voglia di giocare non scenda in campo", l'avvertimento di Anthony, sempre più deluso dalla sua avventura newyorchese.