Spurs - Heat, la stampa si scatena
Mancano poche ore all'inizio delle Finals NBA tra San Antonio Spurs e Miami Heat. Mentre sale spasmodica tra gli appassionati di tutto il mondo l'attesa per la palla a due e per sapere chi tra Duncan e James trascinerà i compagni alla conquista dell'anello, vediamo come i principali media americani si approcciano all'evento. 
 
"Too Close To Call", titola Sport Illustrated. Il confronto tra Spurs e Heat è incentrato sui leader riconosciuti dei due team. "Riuscirà LeBron ad alimentare le speranza degli Heat di conquistare il secondo titolo consecutivo? Oppure Tim Duncar regalerà agli spurts il quinto anello?" I redattori del media della Time Warner predicono, a maggioranza, una vittoria degli Heat in 7 gare. La chiave della sfida è individuata nelle condizioni di D-Wade, sino a ora limitato dal ginocchio malandato. Chi protende per gli Spurs vede proprio nel ginocchio di Wade un freno alle ambizioni degli Heat, e sottolinea come Green, Leonard e Splitter possano recitare un ruolo da protagonisti. 
 
La CBS ricorda quando un giovane Lebron affrontò gli Spurs con i Cavs nel 2007, rimediando una pesante sconfitta in 4 gare. LeBron ora ha assaggiato il sapore della vittoria, e farà di tutto per prendersi una rivincita e conquistare un altro titolo. Ciò nonostante, per la CBS gli Spurs sono i grandi favoriti di questa sfida. L'ABC : i due terzetti di stelle, la possibilità per LeBron di vincere il secondo anello prima del possibile addio previsto nel 2014, il quinto anello a cui anelano gli Spurs e la condizione fisica degli Heat sono i temi principali.
 
"In Clash of Styles, Only Certainty is Worthy Champ", titola il New York Times: non importa chi sarà il vincitore, di sicuro ci sarà un Campione di valore. L'analisi si sofferma sui differenti metodi con cui sono state costruite le due squadre. San Antonio ha investito sul lungo termine, puntando sullo sviluppo di un gruppo di giocatori che partita dopo partita, anno dopo anno, ha cementificato un'idea di gioco e di fare squadra. Al contrario, le ambizioni di Miami si sono palesate con l'acquisizione, nel 2010, dei costless agent James e Bosh. Una strategia mirata sul breve termine, che fin'ora ha portato a un titolo e due finali, ma che potrebbe conoscere un brusco stop la prossima stagione, quando James avrà l'opportunità di uscire dal contratto che lo lega alla franchigia della Florida. Gli Spurs sono diventati un "marchio" riconosciuto ovunque, incentrato su 3 big (Duncan, Parker, Ginobili) che, come analizza coach Popovich, sono al servizio l'uno dell'altro e della squadra, senza egoismi o protagonismi.
 
L'analisi di USA Today  è incentrata sui precedenti in stagione tra le due squadre e su quello che..."Never Happened". Lo scorso 29 novembre destò polemiche la scelta di coach Popovich di tenere a riposo i suoi migliori giocatori e di far loro saltare la sfida con Miami.  David Stern multò gli Spurs (250mila dollari)ma il successivo 31 marzo. La Finals proporranno quindi una sfida inedita, con tutti i campioni delle due squadre finalmente in campo a contendersi il traguardo più ambito. Tra di esse Miami rispose con la stessa moneta, tenendo fuori dalla sfida con i texani LeBron e Wade. USA Today ricorda il retroscena che portò alla scelta di Tony Parker nel draft del 2001. Il gm di San Antonio,  RC Buford, trascorse un'intera notte con l'allora 24enne scout Sam Presti ad ammirare VHS di un 19enne francese, e realizzarono immediatamente di cosa sarebbe stato quel misconosciuto giocatore in coppia con Tim Duncan. 
 
Il prestigioso Wall Street Journal si sofferma invece su una statistica che, nel corso degli anni, sembra aver perso importanza: i rimbalzi. Miami e San Antonio hanno infatti chiuso la stagione regolare al 21esimo e 19esimo posto nella cattura delle carambole.  In passato, come affermava Pat Riley quando allenava i Knicks, valeva la regola del "no rebounds, no rings", ma oggi il gioco si è evoluto e sono altri gli aspetti (palle perse, tiri da 3) a decidere vittorie e sconfitte. Pur concedendo più rimbalzi agli avversari (il 53% del totale, per esempio, nella sfida contro i Grizzlies), Miami ha vinto 21 gare su 25 quando ha concesso meno palle perse di quante ne ha recuperate. Su questo argomento, coach Popovich è però molto fatalista: "A volte le cose accadono e basta, senza che tu le possa spiegare".
 
Big Three a confronto sul Washington Post . Il "Post" ricorda come coach Popovich fu il primo a congratularsi con Riley per l'operazione che portò James e Bosh a Miami, senza provare rancore perché l'ex collega aveva "copiato" un sistema costruito proprio dal coach di San Antonio. Popovich aveva infatti dimostrato, vincendo 3 titoli tra il 2003 e il 2007, l'efficacia di un sistema costruito sull'asse di 3 superstar con uno stuolo di gregari a loro servizio. I Celtics provarono a fare altrettanto (Garnett-Pierce-Allen) guadagnando un anello, ma per anagrafe, fisicità e talento l'operazione di Riley aveva tutte le carte in regola per guadagnare (come è stato) ancora più successi. Personalità e caratteristiche dei due terzetti a parte, la differenza sostanziale tra San Antonio e Miami, a detta anche dei protagonisti, sta nella pressione di media e fan, sicuramente maggiore in Florida che in Texas. Miami
"deve" vincere, San Antonio è in finale dopo 6 anni e, come dice Parker, può godersi con maggior piacere quanto fatto. 
 
L'elegante New Yorker non ha ancora digerito la prematura sconfitta dei Knicks. Lo scarno spazio dedicato alle Finals è incentrato sulla figura di Dwyane Wade. Così come avvenuto con Hibbert nella sfida contro Indiana, un D-Wade "fully fit" potrebbe costringere a un duro lavoro difensivo Duncan e Splitter, limitandone quindi la produzione offensiva. 
 
Si parla con un pizzico di invidia delle Finals anche sul Los Angeles Times  dove è l'hockey a farla da padrone. L'analisi compara però con profondità i due roster, con  una preferenza finale che va, di misura, agli Spurs, soprattutto grazie alla presenza di Greg Popovich che (e scritto su un giornale californiano fa un certo effetto...) con Jordan e Kobe a disposizione sarebbe stato considerato senza dubbio il miglior coach della storia.
 
Nella patria di MJ il Chicago Tribune mette a confronto, in una sezione aperta però solo a utenti premium, un team di esperti per cercare di indovinare chi sarà il prossimo Campione. Chiudiamo la carrellata con i "giornali di casa". Il Miami Herald racchiude il succo dell'analisi  in un passaggio, che rende più di mille parole l'atmosfera che si vive in questi giorni in casa Heat: "Rings are the only things that matter in Miami". Patriottismo alle stelle in Texas, come leggiamo sul San Antonio Express News. In ogni angolo della città, i fan predicono che gli Spurs "raffredderanno" gli Heat. Poco spazio alle analisi raffinate, qui si vaavanti col cuore e col tifo e si punta su Leonard come sull'uomo in grado di fermare James.
 
Ancora poche ore, e le chiacchiere, le previsioni, le analisi lasceranno il posto allo Show.