14 agosto 1976, 40 anni, 41 tra qualche mese. Fabrizio Donato si diverte, salta ed osserva il tabellone. Incredulo. 17.32, miglior misura europea dell'anno. Al Meeting Envol Trophée in programma a Pierre-Bénite, Francia, il veterano azzurro stupisce il mondo, riscrive le liste di stagione. Il mondiale di Londra non è in discussione - 17.13 indoor prima di ieri - ma la performance transalpina riaccende i riflettori su un protagonista dell'ultimo ventennio. L'Italia si aggrappa a un fuoriclasse incredibile, per talento ed abnegazione, capacità di convivere con tempo ed acciacchi. 

Una serie di qualità quella di Donato. 16.56 al secondo salto, per prendere confidenza con la pedana, poi 16.89 al quarto, 9 cm oltre il limite richiesto per il mondiale, infine 17.32, non solo prima misura d'Europa, ma anche quarta del 2017. Il triplo vive, al momento, sulle mirabolanti performance dell'americano Taylor, già in grado di toccare i 18.11 in stagione e prossimo all'attacco al primato mondiale. Donato va ad incastonarsi in quarta posizione nella graduatoria attuale. Oltre a Taylor, precedono l'azzurro l'altro americano Claye - 17.82, ma anche un oltre 18 metri ventoso - e Diaz - 17.40. Un sussulto, quello di Donato, che stuzzica in ottica londinese. L'obiettivo è centrare la finale, ma è ovvio aspettarsi qualcosa di grande da questo genio della lampada. 

Atleta ed allenatore, eterno ragazzo, simbolo e capitano del corso azzurro. Nel medesimo contesto, poi, da sottolineare il 16.69 di Chiari, lontani, invece, Cavazzani, 16.12, e lo sfortunatissimo Greco, 15.93.