Avvicinamento al derby, Bonucci-Romagnoli: il muro invalicabile
Avvicinamento al Derby, Bonucci-Romagnoli: il muro invalicabile - Milan Twitter

E' tempo di Derby. Milan-Inter è ormai alle porte, la sfida stracittadina più attesa da tutti gli appassionati di calcio, un match che racchiude in sé orgoglio e senso di appartenenza. Insomma, una partita nella partita, che è maledettamente sentita dalle due tifoserie che soffrono non per i 90' di gioco, ma da un mese prima della gara. Una sofferenza perenne, una gara che è un alternarsi di emozioni, una contesa che può far gioire o deprimere: questo è il Derby della Madonnina. Da una parte gli uomini di Gattuso che stanno vivendo un momento smagliante, avendo ottenuto tredici risultati utili consecutivi e avendo strappato il ticket per la finale di Coppa Italia che si giocherà il 9 Maggio allo stadio Olimpico contro la Juventus. Dall'altra parte un'Inter che non riesce ad uscire dalla crisi, seppur nell'ultima giornata abbia vinto con il Benevento in casa. Match conquistato con grande fatica, con grande affanno. La truppa di Spalletti ha avuto una sorta di "metamorfosi", diventando la faccia opposta della medaglia di inizio campionato. I nerazzurri non riescono più ad esprimere il bel gioco mostrato in apertura di stagione: un calcio veloce, fondato sul possesso palla e sull'utilizzo delle fasce, con una difesa granitica. Ora, invece, sembrano essere intimoriti dalle altre squadre, lenti e macchinosi, arrivano pochissime volte alla conclusione in porta. 

Per quanto riguarda il Milan, i rossoneri, come già detto in precedenza, sono in un periodo di forma eccellente. Il diavolo ha trovato grazie al lavoro di Mister Gattuso un'idea di gioco basata non solo sulla grinta e sulla tenacia, ma anche su una certosina applicazione tattica. La difesa rossonera non subisce gol da sei gare ufficiali, grazie all'ascesa di Bonucci e Romagnoli. Sì, il numero 13 e il numero 19 sono diventati fondamentali per Gattuso e per l'intero reparto difensivo. Grinta, determinazione, senso di appartenenza, il tutto unito ad un'evidente crescita sul piano psicologico, i due sono perennemente attenti e concentrati in ogni situazione di gioco. Anche qui si potrebbe parlare di "metamorfosi", visto che ad inizio anno  avevano deluso le aspettative dei tifosi, in particolare Leonardo Bonucci. Il numero 19 rossonero, ad inizio stagione, era il difensore opposto a quello visto nei 6 anni in bianconero. Quasi un disastro, tant'è che i più scettici lo avrebbero fatto accomodare in panchina. Leo era disattento, non manteneva la posizione, appariva poco lucido in tante situazioni e commetteva errori grossolani. Insomma, aveva completamente staccato la spina, forse stressato dalle troppe responsabilità; periodo negativo chiuso con l'espulsione rimediata col Genoa. Da lì in poi, non ha potuto che migliorare, diventando oggi essenziale per la difesa rossonera. Un leader carismatico, capace di leggere in anticipo i movimenti degli attaccanti avversari, arrivando sempre puntuale sul pallone. L'ex Juventus ha ripreso confidenza con i suoi traccianti da 60 metri a scavalcare le difese e, da vero capitano, ha preso in mano una squadra che a dicembre sembrava ormai spenta. 

L'esperienza di Bonucci è stata di grandissimo aiuto al giovane Alessio Romagnoli. Il numero 13 rossonero sta sorprendendo tutti con prestazioni di altissimo livello, vediamo per esempio quelle con la Roma o con la Lazio. L'ex Roma, ma di cuore laziale, non aveva iniziato la stagione al meglio, d'altronde come tutto il resto della squadra, ma le critiche arrivarono in particolare dalle sue parti. Molti avevano elogiato il lavoro svolto dalla Roma per aver fatto "soldi facili" vendendo un ragazzo che sarebbe rimasto nella mediocrità e che non sarebbe mai esploso. Se si pensa ad inizio stagione, le dicerie potrebbero essere veritiere visto che il classe 95', come il sopracitato Bonucci, sembrava non del tutto pronto per una grande squadra: lento, disattento nelle letture di gioco, impreciso in chiusura e ancora particolarmente acerbo per il posto da titolare. Poi, come Leo, una totale metamorfosi. Partite giocate con grande spessore, con una tranquillità ed un'eleganza proprie di un veterano. Romagnoli è sempre più preciso, concentrato, determinato e voglioso di far rimangiare a tutti le frasi dette ad inizio anno. Il numero 13 rossonero si è scaricato di dosso il paragone con Nesta ed è pronto ad una crescita esponenziale, già vista nelle ultime partite, ad esempio quella contro la Roma. Forse la miglior partita di Romagnoli in rossonero: praticamente un muro. Il classe 95' non ha sbagliato una scelta di gioco, sia in fase di impostazione che in fase di copertura. Inoltre, l'ex Roma ha vinto l'86% dei duelli arei. 

Un muro quasi invalicabile quello formato da Bonucci e Romagnoli, una delle migliori coppie difensive in Italia e che è stata lanciata dal cambio di modulo di Gattuso, passando dalla difesa a 3 a quella a 4. Il numero 13 e il numero 19 uniscono esperienza, quantità, qualità, voglia e determinazione, valori trasmessi da Gattuso. Uno aiuta l'altro, uno copre l'altro, si incoraggiano a vicenda e si muovono in campo come se giocassero da anni insieme e ciò non può che far piacere in primis al Milan, ma anche alla Nazionale Italiana che ha bisogno di rinascere proprio dai giovani talenti.