Al suo arrivo a Roma Kevin Strootman veniva descritto come un centrocampista totale, in grado di fare la differenza nelle due fasi di gioco. A distanza di qualche stagione l'olandese sta iniziando forse solo ora a mettere in mostre tutte le proprie qualità. Gli infortuni, gravi, del passato sembrano essere finalmente alle spalle e l'olandese si è conquistato un ruolo di rilievo nella Roma di Luciano Spalletti. Il modulo cambia, ma lui resta sempre uno di quei giocatori a cui è difficile rinunciare.

Strootman che ha parlato per AS Roma Match Program, soprattutto della voglia che ha di ripagare in qualche modo l'affetto che i tifosi hanno sempre avuto per lui: "Credo che sia legato al fatto che in campo cerco di dare sempre il massimo. In realtà tutti noi che scendiamo in campo diamo il 100%. Ma non so quale sia il motivo, a me si vede dall'espressione del viso. Credo che per questi siamo entrati subito in sintonia. Dovrò sempre ringraziarli per come mi hanno sostenuto. Anche quando sono rientrato per un periodo e giocavo male. Per questo ho detto più volte che sono in debito nei loro confronti, che mi sento in dovere di dar loro qualche cosa, di vincere qualche cosa. Ho giocato troppo poco, ora finalmente sto bene e voglio continuare a dare il mio contributo a questa squadra. Aspetto questa domanda a fine campionato, quando magari abbiamo vinto qualche cosa."

Strootman e Spalletti, asrultras.hu

Vincere, non importa se in Italia o in Europa. Anche grazie alla guida di Spalletti: "Spalletti è arrivato dopo il mio terzo intervento, mi stavo allenando con la Primavera. In prima squadra il centrocampo stava giocando benissimo con Pjanic, Naiggolan e De Rossi. Per questo lo scorso anno stavo sempre in panchina, non ero informa fisicamente e tecnicamente, ma mi ha sempre sostenuto. Poi quest’anno sin dal precampionato mi ha cominciato a parlare tanto e lo fa anche ora. Ha detto che devo giocare sempre, io devo migliorare tanto e lavoro per tornare al mio livello. Tatticamente è bravissimo, ci prepara benissimo alle partite. Ci ha messo in condizione di cambiare modulo anche durante la partita, più volte, per poter vincere. In allenamento si respira la voglia di vittoria, ogni giorno si deve conquistare un piccolo trofeo che sia una partitella, un gioco di possesso palla… Ogni tanto lui ci sta addosso e noi calciatori ne abbiamo bisogno, noi dobbiamo lottare per arrivare ad un traguardo."