Il "caso-Russia" vive un'altra puntata estremamente significativa. Il CIO emette il secondo verdetto pesante ed inchioda altri quattro atleti. Dopo la radiazione di una figura da novanta come quella di Legkov - con lui anche Belov - ecco il disco rosso per Vylegzhanin, Petukhov, Shapovalova e Ivanova. Ad attrarre i riflettori è soprattutto il primo, perché uno dei principali fondisti del recente periodo, plurimedagliapto all'olimpiade di casa. La decisione in seguito a un ulteriore controllo proprio sull'evento a cinque cerchi svoltosi a Sochi. Per Vylegzhanin, protagonista nella 50km - oro Legkov, poi ritirato - nella sprint di coppia e in staffetta, medaglie ovviamente requisite e bando olimpico. 

Notizia, questa, diffusa nella giornata di ieri da Elena Vjalbe, come riporta la Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina. Si gioca su più tavoli, la Russia - per bocca di atleti ma anche di personalità dello stato, lo stesso Putin in prima linea - sostiene la presenza di ingerenze esterne, di un complotto ai danni del movimento sportivo, di un attacco vero e proprio atto a colpire una potenza. La figura centrale, nell'impianto accusatorio, è quella di Rodchenkov, ex capo del laboratorio anti-doping di Mosca, ora pentito negli USA. Nasce da qui la crociata del CIO, tuttora in corso. 

Alle condanne, sei al momento, si affianca la positività dei profili colpiti, lo stesso Vylegzhanin auspica un passo indietro, grazie anche all'intervento del TAS di Losanna, con la possibilità di partecipare, in futuro, alle Olimpiadi. PyeongChang è ormai alle porte e la presenza della Russia all'evento è in questo momento in bilico, minata dalle notizie che giungono ad intervalli regolari ad attestare una condotta irregolare in passato. Tra il 5 e il 7 dicembre l'ultima parola, una strenua difesa per evitare una decisione pesantissima, in grado di condizionare l'intero evento e di porre una pietra pesante sul futuro sportivo della citata Russia.