
Doveva essere la notte del riscatto e della ripartenza, ed è diventata la serata che ridà ossigeno e sorriso all'ambiente azzurro. In un Diego Armando Maradona vibrante e carico d'attesa per la quarta giornata di Serie A, il Napoli sblocca finalmente il proprio cammino interno superando un ostico Bologna per 1-0.
A firmare il gol dei tre punti d'oro non è stato uno degli uomini copertina dell'attacco, bensì un centrocampista: Stanislav Lobotka, autore della rete decisiva nella ripresa.
Primo tempo tra equilibrio e VAR
La vigilia si era presentata tutt'altro che semplice per la panchina azzurra, costretta a fare i conti con un'infermeria affollata e a ridisegnare la formazione con l'inserimento dal primo minuto del giovane Vergara nel tridente d'attacco.
Dall'altra parte, il Bologna si è presentato al Maradona con un'organizzazione tattica impeccabile, compatto e pronto a sfruttare le ripartenze.
La prima frazione è vissuta sull'equilibrio e sul nervosismo. Il Napoli ha cercato di prendere subito in mano le redini del gioco con un Kevin De Bruyne sempre nel vivo dell'azione. Già al 3' un cross pennellato del belga ha trovato lo stacco di Vergara sul secondo palo, con il pallone finito di poco a lato.
Poi è salita in cattedra la tecnologia: due interventi del VAR nei primi sette minuti hanno tenuto il fiato sospeso all'intero stadio, cancellando prima un potenziale calcio di rigore agli azzurri e poi fermando la gioia rossoblù per un'azione d'attacco viziata da una posizione irregolare.
Un primo tempo ruvido, specchio di una gara tirata, in cui il centrocampo del Bologna ha tenuto botta al gioco partenopeo.

La svolta firmata Lobotka
Nella ripresa il copione è cambiato. Il cambio d'inerzia è arrivato con l'ingresso in campo di Noa Lang al posto di Vergara, per dare maggiore ampiezza e imprevedibilità sulla corsia esterna. Il Napoli ha alzato il baricentro e compresso il Bologna nella propria metà campo.
La svolta del match si concretizza al minuto 66. Al termine di una prolungata manovra che ha fatto scivolare la difesa avversaria, Stanislav Lobotka ha trovato il varco giusto.
Il centrocampista slovacco si è inserito con tempi perfetti al limite dell'area e ha scagliato un fendente preciso che non ha lasciato scampo al giovane portiere Pessina. Un'esplosione di gioia che ha sciolto la tensione degli spalti e del gruppo partenopeo.
Il finale e la resistenza azzurra
Nel finale, la reazione del Bologna non si è fatta attendere. Le mosse dalla panchina hanno portato forze fresche nell'attacco rossoblù, guidato nei minuti conclusivi dagli innesti di Mbangula e Odgaard.
Il Napoli, forte del vantaggio ma affaticato dalle tossine di un avvio di stagione intenso, si è messo a protezione della porta di Milinković-Savic.
Nonostante la pressione degli ospiti e qualche mischia nei minuti di recupero, la retroguardia guidata da Rrahmani ha retto gli assalti senza sbavature. Al triplice fischio del direttore di gara Bonacina, il Maradona festeggia un 1-0 di fondamentale importanza.
Non sarà stata la prestazione più spettacolare dell'anno, ma per il Napoli contava soltanto vincere (come detto dal CT Massimiliano Allegri in conferenza): prova di maturità superata, identità ritrovata e classifica che finalmente torna a sorridere.

