"Non sono la persona adatta e non so niente, vorrei parlare della squadra e di me". Così Alessandro Diamanti inizia la sua conferenza stampa di presentazione, facendo capire di non voler affatto parlare del caos che sta accadendo in casa Palermo. Davide Ballardini sta seriamente pensando alle dimissioni, che diventerebbero concrete nel caso in cui Zamparini dovesse concordare una cifra valida per la buonuscita. Tuttavia, il fantasista toscano non vuole pensarci, anzi parla dei motivi che lo hanno spinto ad approdare in Sicilia: "Quando ho sentito il mio procuratore abbiamo subito pensato fosse una buona opportunità venire qui. In Italia non sono mai sceso nel sud e ho preso in considerazione questo trasferimento perché quando sono venuto a giocare in Sicilia con altre squadre sono stato apprezzato anche da avversario. Ho deciso di venire qui anche per fare un'esperienza nuova. Gilardino mi ha consigliato tanto perché siamo come fratelli. A lui è dispiaciuto molto esser andato via ma mi ha comunque detto tante cose buone sulla città".

Diamanti si dice convinto della bontà della rosa del Palermo, e crede che l'obiettivo della salvezza sia raggiungibile, a prescindere da chi siederà in panchina da qui alla fine del campionato: "La squadra è giovane e ci sono dei giovani molto bravi con molti che giocano in nazionale, bisogna lavorare con entusiasmo e l'importante è non avere obiettivi, nè salvezza nè altri. Il mix per le squadre che devono salvarsi deve essere sempre lo stesso, ovvero lottare su ogni pallone e non mollare mai.  Ruolo da chioccia? Sinceramente non conosco ancora molti dei componenti della squadra ma di sicuro non ci sarà sicuramente problema per i tanti giovani che ci sono che se saranno intelligenti potranno imparare molto anche durante gli allenamenti".

Qualcuno ha dubitato delle condizioni fisiche con cui Diamanti si presenterà ai nastri di partenza della sua avventura a Palermo. Lui risponde così: "Mi sono preparato con il Prato e li ringrazio perché ho fatto una preparazione vera. Sono pronto per iniziare già col Napoli e in ogni caso ci arrangiamo (ride, ndr). Sono stato apprezzato da tifosi e compagni per la mia voglia di fare e spero di farlo anche in questa esperienza. Dopo che sono andato in Cina per grossi problemi della mia ex squadra ho avuto difficoltà negli allenamenti quando poi dovevo accettare le offerte di altre squadre. Andare in prestito secco per cinque mesi non è sempre facile e sono dimentiche difficile per noi calciatori. Ho giocato in tanti ruoli, compreso l'attacco, e sarà l'allenatore a decidere poi dove mettermi".

Infine, una battuta su Mario Balotelli e sul suo mancato arrivo in rosanero: "L'ho chiamato perché è un ragazzo a cui voglio bene e abbiamo disputato quattro anni in nazionale. Gli ho detto che io venivo qui è che se voleva poteva raggiungermi, poi non decido io come vanno le dinamiche del mercato".